Porto!

24 Giugno 2023 0 Di wp_1499909

21 giugno 2023. Gove – Porto. 38,5 km pedalati

… i rimanenti in macchina. E così poi a Porto ci sono arrivata, e ne è valsa la pena perché è una città bellissima, che fa sempre piacere rivedere ed ogni volta si scoprono cose nuove.
Non é però che io avessi cambiato programma, la mia meta rimaneva Espinho, ma mentre pedalavo tranquilla sulla bella 108 lungo il Douro mi si è  accostata una macchina con a bordo due donne. La più giovane, Cristina, mi chiede in inglese se sono in difficoltà, se ho bisogno di un passaggio. Nessuna difficoltà, ma un passaggio lo accetto volentieri, mi mancano ancora 30 chilometri e se conoscete un campeggio nella direzione di Espinho… Trovano il campeggio, parlano tra loro in portoghese per concordare la strada per arrivarci e, dopo aver imboccato delle tangenziali verso Porto, Cristina si ferma davanti ad una grande stazione del metro e mi dice che lo posso prendere in bicicletta e mi condurrà dritto al campeggio. Non ci siamo capite: io non voglio prendere il metro e poi questo camping non è nella mia direzione. Chiedo di lssciarmi a Porto, dove abita Cristina, e poi mi arrangerò io a trovare qualcosa. Ma, dopo aver scaricato la sua amica, Cristina mi propone di tenere con sé Laila così che avrò meno difficoltà a trovare una sistemazione. Può essere una soluzione, ma, visto che hai una casa, le dico, non puoi ospitare anche me? Così invece di pagare un hotel stasera ce ne andiamo a cena fuori. Accetta, pur dicendomi che ha poco spazio. E quando arriviamo a casa sua capisco. Cristina vive in una casa condivisa, la stessa cosa di mia figlia; ha una stanza e condivide il bagno con un’altra inquilina, molto antipatica per giunta. E nella sua stanza si fa davvero fatica a muiversi, tanto è strapiena di roba accatastata in un disordine pazzesco che contrasta fortemente con la sua persona. Cristina mi spiegherà poi che ha dovuto farci entrare tutte le sue cose e che, poiché non passa molto tempo in casa e lavora molto, le deve per forza andare bene così. Lascio tutto, bici, carrello e bagagli, nella sua auto e prendo con me solo le quattro cose che mi servono per la notte. Ulteriore difficoltà, lei ha una gatta, Tusha, e potrebbero esserci dei problemi. Comunque dopo la doccia e la pappa a Laila usciamo a cena. Cristina mi dice che devo assaggiare la francesina che è una specialità di Porto. Buona, ma pesante.
Rientrate a casa i timori non si rivelano infondati: Tusha soffia a Laila e lei ne ha paura. Anche Cristina ha paura che si azzuffino, ma alla fine va tutto bene. Tusha si nasconde sotto al letto e Laila dorme in mezzo a noi due, tutta coccolata e rassicurata. Che vita da cani, eh Laila?