E ancora Sicilia… ma è solo un inizio

2 Luglio 2025 0 Di wp_1499909

3 luglio 2025

Eh sì, perché dopo la Sicilia prevedo, spero, incrocio le dita, perché le avversità sono sempre in agguato, la Tunisia e il Marocco, adesso che Laila è fornita di certificato che assicura che non esporterà la rabbia e soprattutto che la lasceranno uscirne 🙃

In Sicilia ci sono sbarcata ieri. Ero partita da casa domenica pomeriggio percorrendo ancora una volta il passo della Cisa. Mi sono accomiatata dal Michele a Magenta (mi sa che i miei figli li rivedrò per Natale) e poi via, su strade in buona parte già note, praticamente la via Francigena, con l’idea di dormire sul mare nei pressi di Sarzana. Ma, iniziata la discesa e complice il crepuscolo, come al solito inizia a calarmi la palpebra e così mi fermo a dormire nel parcheggio della bella pieve di Sorano, nel comune di . Filattiera, cogliendo l’occasione per gustarmela finalmente con calma. Per giunta accanto alla chiesa c’è un’area sosta attrezzata con tavoli di legno, anche dotati di tettoia, perfetti per la colazione del mattino dopo.

E siamo a lunedì: finalmente e tutto aperto, bar, benzinai, così posso fare il pieno di GPL e, se voglio bere un caffè non mi devo affidare, come ieri, al buon cuore di un commesso. Mentre guido, sul display della mia Duster compare un’inquietante chiave inglese e il messaggio “iniezione controllare”. Mi fermo in un paio di concessionarie Dacia lungo la strada, ma senza appuntamento non ti fila nessuno. Decido di rimandare a quando sarò in Sicilia e punto sul porto di Livorno per informarmi sui traghetti. Ne parte uno alle 18.30, niente cabina. Vabbè, compro il biglietto per il passaggio ponte e durante l’attesa per l’imbarco mi preparo il borsone con un cambio, qualcosa da mangiare e, soprattutto, costume da bagno ed amaca, due cose che renderanno questa traversata la migliore della mia vita. Devo riconoscere che stavolta la Grimaldi tiene fede a quello che promette nel suo spot pubblicitario: piscina aperta, quindi possibilità di due bracciate rinfrescanti e musica dal vivo fino a notte… sorvolando sulle scarse doti della cantante, alquanto fiacca. Comunque, salire a bordo in un bagno di sudore e potersi fare una nuotatina e una doccia non ha prezzo. Attaccata l’amaca a due pali nella zona scialuppe, mi godo la musica comodamente sdraiata, con la vista che spazia sul mare illuminato da una falce di luna. Laila dorme accanto alla panca sottostante insieme a Ignazio, un siciliano che vive a Lugano, e il suo cucciolo di pincher tedesco Aki, che però non le sta molto simpatico, gli ringhia ogni volta che lui tenta un approccio.

Lo sbarco è previsto per le due e mezza. Durante la mattinata, quando il sole comincia a scaldare, altro bagno in piscina. In vasca c’è anche Giusy, una giovane insegnante di motoria che torna nella natia Palermo per le vacanze. Ci facciamo una lunga chiacchierata: lei ha l’età del Michele e, pensa un po’, è nata, come me, l”11 novembre! Altri due contatti sulla mia rubrica: con Giusy ci faremo gli auguri di buon compleanno e con Ignazio ci incontreremo sicuramente, visto che anche lui si ferma fino a fine agosto e non è tanto lontano da dove farò base io.

Raggiungo Terrasini con calma. Qui mia sorella ha una casa, ma lei e mio cognato Giampaolo non saranno di ritorno fino a sera. Così mi fermo a Carini, lungo la strada. Carina Carini 😀

Quando arrivo ancora non sono tornati, ma la vicina mi consegna le chiavi e mentre li aspetto posso apprezzare le migliorie che hanno apportato alla casa.

Stamattina, e siamo già a mercoledì, mi sveglio fresca come una rosa, neanche la minima traccia di sudore: ho passato una notte stupenda fra le finestre spalancate su due lati, incurante delle zanzare che nemmeno mi hanno punto. Torno a Palermo alla concessionaria Renault Dacia Navarra. Sono gentilissimi, come già lo era stato ieri il signor Navarra. Mi fanno una diagnosi da cui risulta che ci sono problemi al turbocompressore, di che entità non si può sapere senza un’analisi più approfondita e la riparazione potrebbe richiedere diversi giorni. Decido allora di rivolgermi alla concessionaria di Trapani, almeno lì avrò un appoggio nel parcheggio dove mi aspetta Barbara, una valdostana in roulotte che ha già condiviso quello spazio con Andrea che mi ha passato il suo contatto. Vorrà dire che da Trapani ci ritornerò in bicicletta e per qualche notte dormirò nella tendina canadese. L’importante è che prima di lasciare l’Italia la macchina sia in ordine.